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Val Bavona
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Lunga valle laterale della Vallemaggia abitata d'estate e frequentatissima. Se invece ci si muove lontano dalle correnti dei turisti nel fondovalle e a Robièi, si incontra un paesaggio molto solitario e molto selvaggio. La carrozzabile della valle porta fino a San Carlo, da qui una teleferica sale a Robièi.

Per chi vuole visitare questa valle affascinante lontano dai sentieri turistici, il libro "Storie e sentieri di Val Bavona" di Aldo e Nora Cattaneo è assolutamente indispensabile. Questa opera lessicale elenca meticolosamente ogni sentiero, ogni monte ed ogni alpe della valle. Inoltre si consulti il romanzo "Il fondo del sacco" di Plinio Martini che offre una descrizione impressionante del modo di vivere dei valligiani negli anni 1920. Qui non si tratta di riprodurre l'opera voluminosa dei Cattaneo, i sentieri e gli alpi della valle sono menzionati solo sommariamente.

Attenzione: tutti i sentieri in Bavona ancora esistenti, oppure di una volta, si snodano spesso su un terreno difficile e delicato. L'orientamento spesso è molto difficile. Inoltre si deve contare con gli ostacoli di un mucchio di vegetazione.

Da Cavergno un buon sentiero porta per Monte di Fuori fino a Monte di Dentro. Un sentiero allestito recentemente scende da qui a Cogliata (P. 1051) che si può essere raggiungere anche da Mondada. Da Monte di Dentro i resti del vecchio sentiero portano sull'Alpe di Paràula (P. 1817) e continuano fino al Corte di Cima (P. 1954), da dove si può raggiungere, senza sentiero, il Rifugio Spulüi. I resti di un altro sentiero portano da Mondada per l'Alpe Bedù (P. 1467), "dimenticato perfino da Dio" (P. Martini), fino a Corte di Cima di Paràula.

Da Fontana si diparte il buon sentiero per Larèchia, costruito da Olimpio Dalessi negli anni 1940. Prima si raggiungeva Larèchia tramite il fondo della Valle di Larèchia e il Bosco Nero. Un sentiero allestito recentemente porta sull'Alpe Fiorasca e alla Bocchetta Fiorasca per la quale si raggiunge la Val Lavizzara. Esisteva pure un sentiero Larèchia - Cortitt - Fiorasca.

Un sentiero selvaggio sale da Sabbione al Màter. Continua per Madrasc, dove una diramazione portava a Lairèd e Malüra, fino a Launc. Da Ritorto un sentiero in parte ripristinato porta per Madaröö e Chiènt pure a Launc attraverso una zona selvaggia.

Da Rosèd su sentiero modesto si raggiungono i tre corti del Alpe d'Ogliè. Un tempo questo sentiero continuava per il P. 2176 fino alla Bocchetta di Sovénat, che porta in Valle di Peccia. Oggi il sentiero è completamente scomparso oltre il P. 2176.

Da Faèd su un sentiero impressionante, parzialmente crollato, parzialmente ripristinato si giunge al mitico Alpe Foiòi (P. 1718), passando da Terasc. Al tornante a quota 1060 m si dipartono i resti di sentierini per i diroccati di Trünca (P. 1396) e di Foiazzöö (P. 1523). Per un certo periodo, l'Alpe di Foiòi si raggiungeva tramite una "Strada delle vacche", oggi diroccata, ma ancora ben percorribile dall'Alpe di Sevinèra, passando da Cúpol. La continuazione da Foiòi per i diroccati dei due corti superiori alla Bocchetta di Foiòi, che porta alla Valle di Peccia, è impegnativa.

Alpe di Foiòi
Veduta dell'Alpe di Foiòi, 12 settembre 2003
Foto: Manuel Haas

Dalla stazione della teleferica a San Carlo dei resti di sentiero portano al Corte Grande dell'Alpe Sevinèra, passando da Corte di Là. Si può varcare la Bocchetta di Sròdan e si giunge nella Valle di Peccia. O si prosegue lungo un vecchio sentiero fino ai pascoli di Castello di Sopra oppure si raggiunge l'Alpe Foiòi lungo la "Strada delle vacche". Da Corte di Là si può compiere una traversata impegnativa lungo un sentiero praticamente scomparso passando dalla stazione della teleferica di servizio dell'OFIMA a quota 1960 m e da Piano dei Vanìs fino a Zota.

Da Campo diversi sentieri portano sull'Alpe Piazza. Da qui proseguono riuniti, ma diroccati fino all'Alpe Zota. Qui si giunge anche da Robièi con una lunga traversata passando da Chiött seguendo dei nuovi segni. Questi segni portano da Zota per il lago Acqua Fredda alla Bocchetta del Masnee, dove si può transitare in Valle di Peccia.

Da Robièi diverse bocchette facili portano nelle valli limitrofe: Per la Bocchetta della Froda o la Bocchetta del Lago Nero si entra nella Valle di Peccia, per il Passo Cristallina nella Val Torta e nella Val Bedretto, per il Passo Grandinagia o la più impegnativa Bocchetta di Formazzora direttamente in Val Bedretto e per la Bocchetta di Val Maggia o la Kastellücke nella Val Formazza italiana.

Voltiamoci verso il versante orografico destro: Da Bignasco dei vecchi sentieri portano sui Monti di Bignasco: passando da Sècc a Chint, Stagna e Piano della Motta. Un altro sentiero ancora abbastanza buono porta sull'Alpe Cranzünell passando da Fontanella. Al Corte di Fondo dipartono dei sentieri diroccati per Chint e Ravöra. Passando dal Costone di Càmedo (P. 2121) si può transitare sull'Alpe di Càmedo. Ravöra può inoltre essere raggiunto su un sentiero molto interessante direttamente dal fondovalle passando da Chignöö. Un altro sentiero collega Ravöra all'Alpe Cranzünasc. Tutti gli accessi a Ravöra sono impegnativi.

Da Fontana un sentiero di qualità accettabile sale sull'Alpe Cranzünell. Per la Bocchetta di Cerentino si può transitare senza problemi nella limitrofa Valle di Bosco Gurin. Esiste pure un vecchio collegamento con l'Alpe Cazzana che passa da Schièd.

A Foroglio inizia la lunga valle laterale Calnègia, percorsa da un buon sentiero che porta fino sull'Alpe della Cròsa con i Laghi della Cròsa. A Puntid si diramano i resti di un sentiero difficilmente ritrovabile per l'Alpe Cazzana. Dal Corte di Mezzo o dal Corte di Cima si può raggiungere l'Alpe Pisóm (P. 1721). Cazzana si lascia pure raggiungere da Dreióm per la Corona dei Cristiani. Gli itinerari menzionati sono impegnativi.

Presso il P. 1037 nel fondovalle della Val Calnègia si diparte il sentiero per l'Alpe d'Orsalietta. Fra Orsalietta e Pisòm esiste un selvaggio collegamento tramite una cengia molto esposta ("Cengia del Pisóm"). Da Orsalietta delle tracce portano al Corte di Cima dell'Alpe d'Orsalìa, che può essere raggiunto pure direttamente da Calnègia passando dai due corti inferiori di quest'alpe. Si può transitare nella Valle di Bosco Gurin per la Bocchetta del Madone oppure per il Lago e la Bocchetta di Orsalìa. Anche questi itinerari sono impegnativi.

Da Gradisc (P. 1703) un sentiero traversale porta all'Alpe Formazzöö, dove si può salire al Corte di Cima oppure su delle tracce alla Ganaccia, i Laghi di Formazzöö e per brutte pietraie alla Bocchetta Formazzöö che permette di scendere nella Valle di Bosco Gurin. Dalla Bocchetta Formazzöö un itinerario segnalato porta al Passo Cazzòla su pietraie, valicando la cresta fra il Pizzo Cazzòla e P. 2716.

Dai Laghi della Cròsa un sentiero marcato sale alla Bocchetta dei Laghi della Cròsa ("Btta della Crasa" sull'edizione 2002 della CN, non quotata), che permette di andare in Antabia. Un altro sentiero porta dai Laghi della Cròsa alla Bocchetta di Nassa (P. 2304), da dove si giunge sull'Alpe di Nassa. Un sentiero selvaggio porta da Gradisc (P. 1703) al Corte di Mezzo dell'Alpe Cròsa (P. 1903) per continuare verso Piènsgia e i Laghi della Cròsa.

Da Foroglio si può raggiungere Semacorte su un buon sentiero. Una diramazione difficile da ritrovare porta sul vecchio sentiero per il Corte d'Auènn, da dove si può proseguire sui resti del sentiero e anche su delle tacche al P. 2083. Esisteva pure un collegamento da qui all'Alpe di Cròsa via Monte, sono ancora visibili i resti di qualche muretto. Monte va raggiunto pure lungo una logora "Via Ferrata" che parte dal fondovalle della Val Calnègia. Gli itinerari menzionati sono impegnativi.

Da Semacorte due sentieri diversi salgono sull'Alpe di Nassa. Dal Corte di Mezzo (P. 1755) dei vecchi sentieri portano a Costa e all'Alpe di Solögna passando da Sandròi. Dal Corte di Cima (P. 2021) dei vecchi sentieri portano alla bocchetta P. 2083, alla Bocchetta di Nassa (P. 2304) e all'Alpe di Solögna.

Da Rosèd un buon sentiero sale a Costa e all'Alpe di Solögna, da dove si può continuare per Pianaccio o per Sedone. Da Sedone dei segni portano alla Bocchetta Fornasèl (P. 2293). Da qui una traversata facile e segnalata porta al Rifugio Piano delle Creste. Da Sedone un altro vecchio sentiero porta all'Alpe Mött (P. 1941), che può pure essere raggiunto molto impegnativamente su vecchi sentieri da Sonlèrt, passando dal Corte di Val Dentro e da Schièda. Quest'ultimo sentiero ha pure una diramazione per Cadinc.

Da San Carlo un buon sentiero turistico sale sull'Alpe d'Antabia e al Rifugio Piano delle Creste. Da qui, oppure direttamente dal Corte Grande dell'Alpe d'Antabia, si può andare senza problemi sul terrazzo di Pianasciòm e al Tamierpass per passare in Val Formazza (Pomatt). Altri sentieri portano dal Piano delle Creste alla Bocchetta Fornasèl, alla bocchetta P. 2419 e alla Bocchetta dei Laghi della Cròsa. Inoltre esiste un collegamento difficile fra Campo e il Corte Grande dell'Alpe d'Antabia.

Lungo i normali sentieri per gli alpi si incontrano più o meno le seguenti difficoltà:
Cranzünasc T3
Cranzünell T4
Cazzana T5
Orsalìa  
Orsalietta T5
Formazzöö T3
Cròsa T3
Nassa (strada della vacche) T4
Nassa (sentiero alpigiano) T5
Solögna T3
Cadinc T5
Schièda  
Antabia T2
Robièi T2
Piazza  
Sevinèra T4
Foiòi T5
Ogliè T4
Magnasca Launc T4
Magnasca Màter T3
Fiorasca T3
Bedù T5
Paràula T4
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